Le Origini

Le origini della razza

Il border collie è l’esponente della famiglia dei collie universalmente considerato come il più adatto alla conduzione. Nonostante la razza sia stata riconosciuta ufficialmente solo in epoca recente, le sue origini, peraltro non del tutto note, sembrerebbero risalire agli albori della civiltà. Queste sono infatti riconducibili all’incrocio dei cani che gli antichi romani portarono con loro all’epoca delle invasioni della Britannia, iniziate con Cesare nel 55 a.C., con cani da pastore autoctoni.La migliore descrizione che abbiamo dei cani dei Romani è quella che Marco Terenzio Varrone fa nel trattato Rerum Rusticarum. Si parla di animali di grosse dimensioni, a pelo lungo o corto, di colore bianco, nero e marrone, capaci di proteggere il gregge: testimonianze che alludono a cani che presumibilmente furono simili a bovari bernesi o rottweiler. Con il contributo di agilità apportato dal più piccolo spitz vichingo, giunto in Britannia al seguito dei Normanni nel VII secolo, nasceva quel ceppo di cani da cui si sarebbero in futuro differenziate le diverse razze da pastore inglesi. La selezione del cane da lavoro andò nei secoli orientandosi a prediligere quei soggetti che mostravano una naturale disposizione a fermarsi e osservare la preda anziché attaccarla. Questa espressione di predazione sublimata ha portato, in terra inglese, all’evoluzione del setter e del pointer fra i cani da caccia così come fra i pastori del border collie, con il suo occhio ipnotico. La tendenza a selezionare questa caratteristica non ha impedito che in epoca medioevale il cane da pastore fosse utilizzato per molteplici scopi, dalla guida del gregge, alla difesa del bestiame, alla caccia, alla guardia delle abitazioni. Poiché un cane con più disposizioni poteva all’occasione rivelarsi più utile, non mancano, nella storia delle origini della razza, riferimenti ad incroci di collie con spaniel, terrier e levrieri.

Il nome

Il nome Border Collie fu per la prima volta introdotto ufficialmente a designare la razza in un articolo scritto nel 1921 che trattava dell’ International Supreme Championship. Fu scelto nella volontà di distinguere il collie da lavoro da quello da show, ricordando la terra d’origine dei migliori cani da pastore dell’epoca, cioè le zone di confine, i Borders, fra Scozia ed Inghilterra, non escluse Northumberland e Cumbria.Più controversa è l’etimologia della parola collie, riferita all’intero gruppo di cani da pastore inglesi di cui il border fa parte. Secondo la maggioranza delle interpretazioni il nome potrebbe alludere alla parola inglese coal (carbone), con riferimento al colore nero dei primi soggetti. Che si prenda per buona la traduzione di coley che significa “nero”, o quella del gallese coelius che sta per “fedele”, il primo accenno alla parola collie sembrerebbe comparire nella lingua inglese nel 1617 riferito al soprannome che fu dato al vescovo di Aberdeen, la cui abitudine di seguire tutti e chiedere continuamente ricordava il comportamento dei cani collie.

Il riconoscimento ufficiale della razza

Agli inizi del Novecento i border collie australiani venivano esposti nell’ambito di grandi fiere agricole, dove gli iscritti erano di tutte le forme e dimensioni. Già esistevano testi scritti che permettevano ai giudici di valutare le prove dei collie al lavoro su pecore, quando si avvertì la necessità di fissare, sia pur a grandi linee, alcuni elementi che caratterizzassero la razza, nella speranza di uniformare la marcata diversità morfologica dei primi soggetti. La New Zealand Sheep Dog Trial Association e la North Island Sheep Dog Association, furono i primi organi che si adoperarono per la formulazione di queste prime rudimentali note, i cui punti furono poi confermati ed elaborati dal primo standard che fu redatto dal New Zealand Kennel Club nel 1927. In Australia e in Nuova Zelanda, molto tempo prima che nella sua stessa terra d’origine, il border collie trova così il suo riconoscimento ufficiale e vede fissate le sue caratteristiche morfologiche e non solo caratteriali. Nella storia del riconoscimento ufficiale della razza in Gran Bretagna, giocarono un ruolo non secondario proprio i brillanti risultati conseguiti dall’allevamento d’oltre oceano ed in particolare la storia di una famosa campionessa australiana. Aust Ch Checkmate Gay Lady è il border collie cui si è ispirato lo standard di razza australiano redatto nel 1963 a cura dell’Australian National Kennel Council. Gay Lady conquistò i massimi riconoscimenti nello show ring aggiudicandosi sei Melbourne Royal Challenge e per la prima volta nella storia della razza vincendo un Best in Show. Fu molto ammirata dal Maggiore Glover, un influente giudice inglese che, durante un suo viaggio in Australia, fu tanto profondamente colpito dalla tipicità di Gay Lady che decise di perorare fattivamente la causa del riconoscimento ufficiale della razza nel Regno Unito. Nel 1960 ebbe luogo una serie di incontri fra il Capitano Whittaker, Chairman dell’ISDS, ed alcuni rappresentanti del Kennel Club inglese. Sulle prime non ci furono riscontri concreti a causa della sopraggiunta morte di Whittaker, ma nel 1964 il Kennel Club decise che avrebbero potuto ottenere la registrazione i soli collie già iscritti negli Stud Book dell’ISDS, ovvero i soli con entrambi i genitori registrati con l’ISDS.

Il 6 agosto 1973 si svolse l’incontro inaugurale che condusse alla nascita del Border Collie Club of Great Britain, associazione che fattivamente si sarebbe impegnata per il riconoscimento ufficiale che arrivò il 1 agosto 1976. Tre anni più tardi, il Kennel Club pubblicò uno standard ad interim che restò in vigore fino al 1981, anno in cui fu redatto ed approvato lo standard ufficiale contestualmete riconosciuto anche dalla F.C.I (Fédération Cynologique Internationale).

 

 

 

Fonte: Testo tratto e adattato da “Il libro del Border Collie” – F. Balducci – Ed Ediemme – 2007